Entr’acte

(R. Clair, 1924)

Nato come intermezzo del balletto Relache  di Rolf de Maré, il film è considerato il prototipo del cinema dadaista. È composto da otto episodi indipendenti e privi di logica: dalla ballerina in tutù che si rivela un uomo barbuto, alla partita a scacchi su di una terrazza conclusa con un getto d'acqua che rovescia la scacchiera e inonda la città; dal corteo funebre che procede a balzi lenti dietro alla bara trainata da un dromedario, alla conclusione con la scritta «FINE» lacerata dal salto di un uomo che, dopo avere ricevuto un calcio in testa, tornerà indietro oltre il telo ricomposto.

Diretto dal francese René Clair, coinvolge nella realizzazione alcuni tra i nomi di spicco del gruppo dadaista: Picabia scrive soggetto e sceneggiatura, Erik Satie compone le musiche, Marcel Duchamp e Man Ray recitano nella parte dei giocatori di scacchi. Privo di una struttura narrativa il film è costruito sull'irrazionalismo delle situazioni e del comportamento dei personaggi, pervaso da un umorismo dissacrante e provocatorio, amplificato dal nonsense concettuale, in stretta aderenza ai principi artistici del movimento. Dal punto di vista formale, al contrario, Clair accentua le tecniche sperimentali d'avanguardia - sovrapposizioni, dissolvenze, ritmi composti - che il dadaismo rifiutava, evidenziando, per esempio nel montaggio rigoroso o nella struttura sinfonica complessa, la perizia tecnica e le proprie preoccupazioni estetiche e artistiche.

 

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