Preistoria del cinema

 

La storia del cinema viene fatta iniziare il 28 dicembre 1895, giorno in cui il cinematografo, brevettato da Louis Lumière, fece la sua prima comparsa in pubblico.

Già in epoca precedente, la diffusione di una serie di mezzi d'intrattenimento legati alla proiezione meccanica di immagini anticipa lo spettacolo che offrirà il cinema.

Nel mondo antico, soprattutto in Medio Oriente, era diffusa la tecnica del teatro delle ombre  che consisteva nella proiezione su una parete bianca di ombre ottenute con giochi delle dita e, in una fase successiva, nella proiezione per trasparenza di figure bidimensionali di materiale opaco. Arricchito da effetti scenici sempre più complessi, il teatro d'ombre ebbe una larga diffusione anche in Europa nel corso del Settecento.

Sebbene basata sulla staticità delle figure e sulla loro successione per stacco, con un effetto paragonabile a quello degli odierni proiettori di diapositive, nel Seicento la lanterna magica  utilizza il principio di proiezione dell'immagine per trasparenza tramite una fonte luminosa retrostante. Gli spettacoli offerti dalla proiezione di figurine colorate su vetro, che si susseguivano in una narrazione elementare, erano costruiti su storie popolari a contenuto religioso, fantastico o contemporaneo, tra la cronaca e la politica. Nuove possibilità espressive e drammaturgiche si aprirono alla fine del Settecento con l'apparizione del fantascopio, una lanterna magica fornita di otturatori speciali. Gli spettacoli, fantasmagorie, erano realizzati con una complessa attrezzatura tecnica che consisteva in un insieme di dispositivi per ottenere suoni e rumori, lanterne, lastre disegnate, leve e carrucole che consentivano il movimento da e verso lo schermo. Questa struttura capace di far apparire e sparire immagini, spesso di fantasmi, creava effetti suggestivi che nulla avevano da invidiare alle rappresentazioni di magia o di arte varia.

Schema di lanterna magica

lanterna magica

Nei primi dell'Ottocento, una serie di invenzioni tecnico-scientifiche introdussero a poco a poco la rappresentazione del movimento disegnato. Tra queste si ricordano: il thaumatropio, un dischetto di cartone rotante attorno al suo asse che consente di sovrapporre le figure disegnate su entrambe le facce del disco così da formare una sola immagine agli occhi dello spettatore; il fenachistoscopio, un cerchio di cartone rotante su cui sono disegnate alcune figure rappresentate nelle varie fasi del movimento, permette la prima rappresentazione grafica di un'azione dinamica. Sulla scia del successo, furono costruite alcune varianti come il daedalum, lo zootropio  e, successivamente, il prassinoscopio.   

A partire dagli Anni Venti dell'Ottocento si svolgono studi e sperimentazioni sulla registrazione fotografica della realtà. Nel 1837, si ottiene il primo dagherrotipo  che aprirà le porte alla diffusione della fotografia. Ricerche scientifiche sull'analisi del movimento e le apparecchiature per una riproduzione precisa del movimento sono condotte da Muybridge e Marey che inventò il fucile fotografico, capace di riprendere fino a dodici immagini al secondo riproducendo con notevole esattezza il movimento di animali e persone, e uno strumento capace di produrre delle cronofotografie  che riproducevano su una stessa lastra le varie fasi dei più diversi movimenti.

Sulla base delle invenzioni di Edison, alla fine dell'Ottocento, Dickson mise a punto un'attrezzatura che consentiva sia la ripresa su pellicola della realtà in movimento sia la sua presentazione al pubblico: il kinetoscopio. Quest'ultimo, dotato di un oculare, permetteva la visione individuale dello spettacolo, praticato su una grossa scatola all'interno della quale una pellicola scorreva in modo continuo, ricominciando d'accapo senza interruzione, riproducendo movimenti elementari di persone in carne ed ossa. Al fascino di osservare la registrazione del movimento reale si aggiungeva quello ancor maggiore di assistere a fatti autentici, diretti, non mediati dall'opera di un artista. Di qui il successo del kinetoscopio  e la querelle sull'invenzione del cinema, dato che i film di Dickinson, che precedono di qualche anno quelli dei fratelli Lumière dovrebbero poter essere considerati a tutti gli effetti cinema.

Kinetoscopio

kinetoscopio