Il realismo poetico

 

Raccolta l'eredità dell'avanguardia impressionista, il cinema francese degli Anni Trenta si impone sulla scena internazionale con Jean Renoir, Jean Vigo, i fratelli Prévert e Marcel Carné, autori che credevano non soltanto nell'autonomia del linguaggio cinematografico, ma anche nella sua funzione sociale.

Il loro cinema, colto ma non letterario, si confronta con la realtà umana, la politica e l'ideologia, sviluppando un discorso culturale che riflette la complessità della società francese di quegli anni, avviata verso l'esperienza del Fronte Popolare, con tutte le contraddizioni ma anche con gli slanci ideali e le speranze dell'epoca.

La ricerca del rigore formale e, allo stesso tempo, di un contatto stretto con i fatti quotidiani e i problemi politici del tempo conducevano ad uno stile "realista", al punto di poter affermare che, più che l'eredità dell'avanguardia, si potevano rinvenire elementi del naturalismo di Zola, della cultura socialista di inizio secolo con alcuni elementi di intellettualismo e anarchismo. 

 

Zero in condotta (J. Vigo, Zéro de conduite, Francia 1933)

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